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Il ΚΚΕ vota contro il governo e l'accordo Tsipras-Zaev

Nel suo bollettino sugli sviluppi politici, l'ufficio stampa del CC del KKE afferma quanto segue:

«La contrattazione dei giorni passati tra Tsipras (SYRIZA) - Kammenos (ANEL) si è conclusa con la ricerca di un voto di fiducia in Parlamento. Si tratta di un esito conveniente per entrambe le parti coinvolte, poiché offre da un lato la possibilità al Sig. Tsipras di salvare il suo governo con voti dei deputati di ANEL in parlamento, e d'altro canto, consente al Sig. Kammenos di mantenere il suo gruppo parlamentare, apparendo in contrasto con una politica che ha sostenuto durante tutto il recente passato.

Inoltre, l'accordo di Prespa, che ha costituito il catalizzatore di questi sviluppi politici, è un aspetto chiave del piano globale USA-NATO per la regione, che sia il signor Tsipras che il signor Kammenos hanno servito con grande coerenza, al punto di trasformare la Grecia in una vasta base militare USA-NATO.

Il KKE vota contro il governo e indipendentemente da qualsiasi sviluppo si verifichi nel Parlamento tra i potenziali collaboratori di Tsipras, la questione cruciale è che il popolo respinga questo governo perché continuerà le stesse barbare e pericolose politiche anti-popolari in continuazione ai precedenti.

È un governo che ha assunto impegni concreti con gli Stati Uniti, la NATO, la Germania, nei confronti delle classi dirigenti nazionali ed europee. Questi impegni - la ristrutturazione anti-popolare e il sostegno dei piani euro-atlantici - devono essere completati entro le elezioni, e per questo motivo tutti i soggetti sopraccitati sono i primi a dare un "voto di fiducia" al governo SYRIZA, come aveva fatto Trump in precedenza e ora la cancelliera Merkel.

Per quanto il governo definisca l'accordo Prespa come "progressista", la realtà è completamente diversa.

Gli Stati Uniti, la NATO e l'UE hanno voluto imporre l'Accordo di Prespa a ogni costo per promuovere l'integrazione euro-atlantica nei Balcani occidentali e indebolire l'influenza di altri centri, come la Russia, ecc.

Queste forze e le alleanze criminali imperialiste che hanno sparso sangue nei Balcani ed esacerbato le divisioni etniche, ridefinendo i confini con il sangue dei popoli, non possono essere garanti della pace e della sicurezza. Né possono essere protettori dei diritti sovrani del paese, come mostra la storia delle differenze greco-turche. Per questo motivo, anche all'interno dell'Accordo Prespa, vengono preservati i germi dell'irredentismo, al fine di costituire una "fonte" continua di destabilizzazione a seconda degli interessi di volta in volta espressi dalle potenze.

Per questi motivi il KKE vota contro l'accordo di Tsipras-Zaev e difende la solidarietà e la lotta comune dei popoli contro i disegni degli Stati Uniti e della NATO.

Questi piani non vengono contestati dalla ND (Nuova Democrazia, partito conservatore, ndt), né da coloro che pescano nelle torbide acque del nazionalismo e del fascismo, giocando il gioco degli imperialisti sia in Grecia che nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia.

La propaganda governativa sulle "misure positive" che devono ancora essere attuate nel restante periodo di governo, ossia le "briciole caritatevoli", vengono gettate come polvere negli occhi della gente. Anche quelle non verrebbero distribuite se non fosse per le lotte dei lavoratori e dei movimenti popolari, con il contributo decisivo del KKE. Queste misure, tuttavia, non guariscono le ferite inflitte dai memorandum, come sostiene il governo, né impediscono l'ulteriore approfondimento di queste ferite. Non si tratta di altro se non della restituzione in minima parte dell'immenso furto a spese del popolo, che continua ad aumentare. La prova di ciò è la conservazione delle leggi sui memorandum, i profitti estratti sul sangue versato dai lavoratori, l'intensificazione di una imposizione fiscale da rapina, la generalizzazione del lavoro part-time, la restrizione delle tutele sulla prima casa e l'accelerazione dei processi di pignoramento, i nuovi privilegi consegnati al grande capitale, ecc. Per questo motivo le chiamiamo briciole: perché scompaiono prima ancora che vengano distribuite.

Il governo SYRIZA così come ND e gli altri partiti servono costantemente questa politica. Il comune denominatore è la dedizione all'obiettivo della redditività capitalista che richiede il sacrificio del lavoro e dei diritti popolari. Cercano di nascondere la loro convergenza strategica, facendo mostra di vecchie dualità e superate dicotomie, come "progresso - conservazione", dal momento che il presunto fronte "progressista" di Tsipras include persone che negli anni passati si sono distinte come ministri e funzionari nei governi della ND e del PASOK, con significative esperienze di "successo" in politiche antipopolari. Mentre altri dirigenti del partito (SYN/SYRIZA), hanno attraversato il PASOK, POTAMI e DIMAR, per finire ancora una volta in SYRIZA. SYRIZA è un partito amorale, avventurista, dedito alle politiche dei memorandum.

I recenti sviluppi, con trasferimenti di deputati del parlamento da un partito all'altro e il rimescolamento della scena politica, rivelano, al di là dell'avventurismo di alcuni, che le differenze tra i partiti borghesi sono minime e le loro convergenze così forti, che saltare da un partito all'altro è a questo punto estremamente facile.

Se si guarda alla composizione del Parlamento con i suoi 300 deputati nel corso di questi 4 anni, si conferma che l'unico partito stabile è il KKE. E questo è un ulteriore criterio che le persone devono tenere in considerazione nelle prossime elezioni.

Il vero dilemma dal punto di vista del popolo greco e dei suoi interessi è: perseverare sulla stessa strada, che ha dimostrato di portare sempre nuova sofferenza e distruzione, o intraprendere una lotta di massa e decisiva, ovunque, in modo che questo marcio sistema di sfruttamento cambi radicalmente una volta per tutte?

Il popolo greco non deve cercare le sottili differenze tra partiti fatti della stessa stoffa, ma fare veramente la "differenza", con un KKE più potente. Per rafforzare la lotta, la speranza, l'obiettivo del rovesciamento radicale».

 

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare